Oggi parlo di un brand che ha voluto dare un taglio col passato, rinnovando, anche sul lato estetico, tutta la sua linea di produzione. Presenta i suoi sigari con un’ immagine audace, accattivante, come dimostrano le vistose e colorate anille, per non parlare delle scatole a dir poco aggressive, tutto in perfetto stile americano. Dopo l’acquisto da parte di Davidoff, mantenendo la produzione in Honduras, l’azienda della famiglia Eiroa ha iniziato una battaglia commerciale contro i noti marchi cubani e non, con lo scopo di entrare nel cuore degli appassionati. A mio parere il lavoro fin qui svolto sta avendo successo. Ho tra le mani un sigaro molto ben fatto, che molto probabilmente poco o nulla fa rimpiangere dei cugini cubani ben più costosi. Fatto, questo, positivo se le cose in futuro andranno come molti prevedono, con un calo nella qualità dei sigari cubani a seguito dell’apertura del mercato statunitense. Parlando del robusto in mio possesso si nota immediatamente la costruzione senza pecche e l’odore intenso della fascia Criollo. Tolta l’enorme Si tratta di un sigaro che si differenzia molto dai prodotti fumati finora, e forse proprio per questo era necessaria l’acquisizione da parte di un colosso quale è Davidoff per affrontare il mercato mondiale ergendosi al pari livello dei prodotti provenienti dai maggiori produttori di Cuba, Rep Dominicana e Nicaragua. Foto di Alessio Rizzo
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