Approfittando dell'occasione sono riuscito a intervistare al volo sia papà Massari che la figlia grazie alla loro cordialità nei miei confronti, registrando così due simpatici ed esclusivi video che potete visionare qui di seguito.
Debora Massari è di recente entrata nell'importante e prestigioso consesso dell'associazione AMPI e come egli stessa ha dichiarato, per lei questo traguardo costituisce al contempo un punto di arrivo e di partenza da cui sono sicuro spiccherà un grande volo, ma non grazie al suo cognome piuttosto alla propria tenacia ed alla continua vicinanza con la professionalità del padre. Grazie a Debora per la seguente video intervista.
Ecco i selezionati della kermesse, ognuno rappresentante della propria pasticceria e praticamente provenienti da tutte le zone d'Italia. Marco Antoniazzi (Pasticceria Antoniazzi di Bagnolo San Vito, Mantova) Alla finale palermitana si sono aggiunti anche i vincitori del contest nazionale dedicato ai professionisti: Inoltre hanno partecipato alla gara i seguenti tre amatori: L'appellativo di "senza confini" assegnato alla manifestazione ha due chiari obiettivi: il primo è sicuramente quello di abbattere i confini regionali, unendo così tutta l'Italia del buon panettone, la seconda è di abbattere anche il confine nazionale arrivando fino in Siria, infatti l'intero ricavato dell'evento, anche grazie alla collaborazione con "La culla di Alice Onlus" che opera nella realtá siciliana, verrà, infatti, destinato alla Onlus Starterprius, che ha come fine la scolarizzazione dei bambini siriani e si è occupata direttamente dell'organizzazione della manifestazione stessa in collaborazione con Chezmoibyfausto. Il verdetto della giuria è stato anticipato da una singolare performace del cantante lirico Massimo Marotta, il quale con rara maestria ha cantato e contemporaneamente inscenato una simpatica gag con il Maestro Massari, di cui potete visionarne un frammento registrato nel seguente video da Lidia Caracausi.
Per la categoria "Panettone tradizionale", il verdetto della giuria è stato il seguente. 1. Rocco Scutellà dell'Antica Pasticceria Artigianale Scutellà dal 1930 di Delianuova (RC) Per la categoria "Panettone della selezione", realizzato con i prodotti delle aziende Molino Dallagiovanna, Cesarin, Hausbrandt e Brazzale, il verdetto della giuria è stato il seguente. 1. Elvio Pasquale Donatone dell'Arte del Dolce di Velletri (RM) La seguente è invece la classifica del contest riservato agli amatori. 1. Fabio Fiorentino di Palermo Nel corso della serata sono stati assegnati anche i premi "miglior packaging", giudicato da Alessandro Fici, consulente in Neuromarketing della IULM di Milano, e assegnato ad Andrea Urbani della Pasticceria Guerrino di Fano (PU) e "Panettone senza Confini 2019" alla carriera, conferito ad Achille Zoia e ritirato dall'amico Iginio Massari. Alcuni momenti dei lavori compiuti dalla giuria sono stati registrati nel seguente video sempre da Lidia Caracausi.
Cercando nel mio archivio ho trovato anche un'inedita video registrazione con Achille Zoia, effettuata durante una demo svoltasi a Bagheria (PA) nel Febbraio 2012, durante la quale ho rivolto alcune domande al Maestro il quale ha mostrato, oltre alla sua professionalità, anche spiccate doti di intrattenitore.
La cosiddetta "bella figura" che i pasticceri siciliani con Lo Faso e Palazzolo nonchè l'amatore Fabio Fiorentino hanno regalato alla nostra regione, è rafforzata anche dal livello dei concorrenti il quale era molto alto, assaggiando quasi tutti i panettoni in concorso, ho rivissuto i singoli parametri di qualità declamati da Debora Massari quella stessa mattina. Inoltre è abbastanza curioso che la maggior parte dei premi sia andata al centro-sud, oltre alla tripletta di Palermo, anche a Reggio Calabria, vincitore del premio più ambito, e poi con ben tre piazzamenti a Roma. Però tra i banchetti di degustazione dei panettoni non c'era solo dolce, ma anche del salato, selezionato dalla locale CNA, tra i quali ho reincontrato alcune "vecchie" eccellenze, ma ne ho conosciute anche di nuove, tra le prime impossibile non citare il Salumificio Caputo di Sant'Angelo di Brolo (ME) con il loro Salame Sant'Angelo, ma anche il Caseificio Bompietro dell'omonimo paesino sui Monti delle Madonie, autore di un pecorino con 18 mesi di stagionatura i cui profumi, sapori e dimensioni richiamanvano a gran voce ciò che io amo definire come "parmigiano di pecora", ed infine la Macelleria Garifo di Partinico (PA) con una serie di salumi, salsiccia secca e mortadella, in cui era stata eseguita una perfetta fusione tra carni di suino e di pecora, per non parlare delle varie aromatizzazioni a base di pomodori secchi, capperi e origano, sicuramente due aziende da approfondire. Sul fronte del nuovo mi ha colpito l'azienda dei Fratelli Brazzale di Asiago (VI), produttori di quello che sembra proprio essere l'unico burro italiano idoneo all'uso in pasticceria e in particolare nel panettone, andando così a creare un'alternativa nazionale ai noti due marchi di provenienza belga diffusissimi nel nostro paese.
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