![]() Lo Chef Gambuzza ha avuto un momento di notorietà internazionale grazie al conseguimento del Guinness dei primati per il torrone più lungo del mondo, ben 672 metri, recentemente preparato da un team da lui guidato, nella suggestiva location della Valle dei Templi di Agrigento. Dopo poche settimane, da Presidente dell'Associazione Cuochi della Provincia di Agrigento, è stato eletto anche Presidente Regionale, inoltre ha capitanato le squadre siciliane dei Culinary Team agli ultimi Internazionali d'Italia, portando a casa numerose medaglie. Gravosi incarichi quindi, impossibili da onorare senza l'appoggio di un valido collaboratore fortunatamente trovato in Salvatore Avenia, suo braccio destro in cucina e completamente compenetrato con la filosofia culinaria di Gambuzza.
Ma torniamo al mix Gambuzza, curiosità e umiltà sono importanti ma se gli diamo una bella spruzzata di territorio troveranno finalmente il modo migliore per manifestarsi in cucina. Esso, profondamente affascinato dai prodotti della provincia agrigentina, è infatti nativo di Porto Empedocle, ama utilizzare pesce azzurro e materie prime poco mortificate anche se ha volte non disdegna qualche innovazione, come la disidratazione degli alimenti con lo scopo di utilizzarli come aromatizzazioni naturali e/o decorazioni. Ogni chef ha delle preferenze, delle linee guida che costituiscono il proprio marchio di fabbrica, e Gambuzza non fa eccezione. Il suo vecchio amore, i vegetali, sono una costante dei suoi piatti, inoltre non riesce a resistere alle croccantezze, applicando quella corrente di pensiero che aggiunge un altro senso alla valutazione delle pietanze: l'udito. Ecco i piatti che ho avuto il piacere di assaggiare e a volte anche di ascoltare.
Esaminando bene le portate della degustazione emergono subito le preferenze dello chef, le verdurine erano onnipresenti, facilmente facevano capolino tra i piatti, poi il pesce, altro cavallo di battaglia di Gambuzza, infine lo scrocchio delle croccantezze, abilmente nascoste nelle decorazioni. Onde evitare la creazione di falsi sapori ho preferito bere un'acqua minerale San Pellegrino, dalla sapida e carboniosa bollicina, molto pulente, ma ho chiuso con un Ben Ryè, purtroppo di annata 2008, ben diverso, con le sue note acide, dallo stucchevole ma caratteristico passito di Donnafugata al quale i suoi estimatori eravano ormai abituati. L'Hotel Villa Athena, oltre alle sue cinque stelle di categoria, ne ha una sesta nel suo ristorante: lo Chef Gambuzza, e prima o poi dovrà accorgersene anche qualcun'altro: la Michelin per esempio !
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