Questi sono i primi elementi che favoriscono la realizzazione e la promozione di una pizza, ma che può anche vantare delle importanti partnership, come ad esempio la collaborazione con Feudo Pietranera, agriturismo e al contempo ente di ricerca agraria della Fondazione Lima-Mancuso gestita dall'Università degli Studi di Palermo e diretta dal Prof. Giuseppe Di Miceli, il quale sta già fornendo know-how tecnologico, ma anche prodotti coltivati nei campi dell'azienda, come ad esempio grani antichi e pomodoro.
Una pizza però non si può preparare solo con impasto e passata di pomodoro, ma servono anche tanti altri ingredienti per completarla e in questo caso rafforzando ancora di più il legame con il territorio, tra questi è stata scelta la Tuma di vaccino di Domenico Ferranti e la mollica "saporita" condita con olio evo, cannestrato semi stagionato, cipolla, prezzemolo, origano e timo, infine la farcitura deve essere completata con dei pezzetti di pomodoro e cipolla precedentemente appassiti in forno. Per infine supportare il tutto ci vuole però un impasto all'altezza della situazione ed infatti eccovi la "ricetta", esso è costituito dal 30% di Russello, un grano duro antico siciliano, completato poi da altri due grani antichi teneri, di cui uno è il Romano, del secondo invece non se ne conosce l'identità, ma sono sicuro che non mancherà ai laboratori di ricerca di Pietranera, tracciando il profilo del suo germoplasma, dargli prossimamente un nome. Assaggiando la Pizza Sicana mi sono tornati in mente alcuni profumi, sapori e quindi ingredienti che mi hanno ricordato il classico "cudduruni" tanto diffuso in quelle zone, pertanto ritengo che l'effetto territorio si possa considerare soddisfatto, tra l'altro certificato definitivamente dall'elenco delle aziende e degli enti coinvolti nella serata di presentazione, ma soprattutto nel progetto che in definitiva costituisce una sorta di "paniere" con i prodotti dei Monti Sicani. Azienda Agroalimentare Nonna Rosa: conserve d'èlite di Giovanni Cacciatore; Le tecniche di preparazione dell'impasto sono da manuale, in questo caso il tecnico è Giuseppe Colletto, Maestro Pizzaiolo U.P.I., che ha impiegato una biga da 12 ore in un impasto poi maturato in frigo per circa 24 ore, come lui stesso mi ha spiegato nel seguente video.
Inoltre è in preparazione un vero disciplinare che appena sarà disponibile allegherò al presente articolo, esso descriverà la preparazione della Pizza Sicana in dettaglio, in modo da diffonderla presso le pizzerie che volessero offrirla ai loro clienti, nonchè il pacchetto di ingredienti necessari per la sua realizzazione, a tal proposito si potrà contattare Stefano Catalano tramite l'email info@unionepizzaioliitaliani.it per qualsiasi eventuale richiesta di informazioni, infine è indispensabile un apposito logo e una scheda descrittiva pensata per i clienti che troveranno la Pizza Sicana nei menu, supporti da distribuire a tutti quei locali che sposeranno l'iniziativa in modo da uniformare la comunicazione del prodotto.
Dopo gli antipasti la Pizza Sicana è finalmente entrata per la prima volta in una scena pubblica, le mie impressioni in proposito sono assolutamente positive grazie alla sua grande forza di profumi e sapori, inoltre l'impasto si scioglieva in bocca, tipico effetto di un corretto uso di farine, maturazione e lievitazione, ma ciò che più mi ha stupito è stato il gusto particolarmente intenso di quest'ultimo, soprattutto considerando che i grani antichi impiegati nella sua preparazione erano stati tutti moliti a cilindri e non a pietra! Unica modifica da apportare, secondo il mio parere, è la riduzione del condimento, il quale essendo particolarmente abbondante copriva con la sua forza anche il pur gustoso impasto.
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