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Per il miele era presente Di Miceli di Termini Imerese; tra i mieli da me assaggiati spiccava quello di nespolo, ormai introvabile, leggermente acido e profumato, ma anche quello di eucalipto, con le sue inconsuete note di mandorla e quello di castagno, dalle note di caffè tostato, cioccolato ed il classico retrogusto amaro comparso in bocca nel finale. L'Azienda Agricola Termini di Mezzojuso aveva portato in degustazione il proprio olio extra vergine di oliva, una biancolilla in purezza molto convincente; prodotto nella zona di Mezzojuso, quindi in collina, e perciò lontano dall'influenza del clima costiero, ha mostrato al naso un'insolito sentore di carciofo per poi, in bocca, confermarlo con l'aggiunta di una leggera mela verde, quest'ultima già più adeguata per una biancolilla di montagna. Terre di Gratia di Camporeale aveva partecipato alla mostra con vini e conserve. Tra i vini dei fratelli Triolo mi ha colpito molto il Syrah 2008 affinato, come d'altronde tutti i loro vini, solo in acciaio e bottiglia; oltre alle classiche peculiarità del vitigno, presentava un'insolito arrotondamento dei tannini, merito del lavoro svolto dal tempo e dalla bottiglia; poi è stata la volta del Grillo 2008, che, sempre grazie al suo lungo affinamento senza legno aveva piacevolmente aumentato la complessità dei suoi profumi. Insieme ai vini ho avuto modo di assaggiare anche un'originale confettura di cipolla rossa preparata seguendo un'antica ricetta della famiglia Triolo, ingredienti principali, oltre alle cipolle coltivate in azienda, l'uva passa e i chiodi di garofano: una assoluta bontà, i complessi profumi mi hanno stimolato accoppiamenti tra i più svariati. Infine, ho assaggiato anche i vini l'azienda Icone, situata a Noto; i fratelli Carmela e Sebastiano Di Bella avevano portato diverse etichette, fra tutte ho però preferito il "Sole Mio", un Grillo del 2009 molto aromatico con al naso rosmarino e mela verde, e poi "Sense", uno straordinario Nero d'Avola del 2006 prodotto da una vecchia vigna, un cru con coltivazione ad alberello: al naso presentava erbe balsamiche e una prugna che degradava in un insolito e piacevole profumo di rosa, i tannini erano potenti e rotondi. Anche Icone, al pari di Terre di Gratia, per scelta aziendale non affina i propri prodotti in legno, quindi anche in questo caso vasche, acciaio e bottiglia maturano i vini con una sana ed estrema lentezza.
Ma come si riconosce un buon pasto rispetto ad un'altro mediocre o addirittura insoddisfacente ? Sicuramente, dopo il piacere trasmesso al cervello dai nostri organi di senso, bisogna fare i conti con la fatidica digestione. Nel caso del dopo pranzo di Mariscò, il dopo pasto si è svolto con grande tranquillità, ho addirittura avuto un'insolita produzione di acquolina al solo pensiero di ciò che avevo mangiato, nonostante avessi ormai la pancia piena...
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