Dopo un aperitivo a base di Benedè 2011, il profumato catarratto della cantina, è arrivato un piatto di antipasti con delle fritture in pastella di broccolo, cardo e carciofo, un pomodoro secco ripieno, ma soprattutto un'insalatina di arance, acciuga e finocchi con rara armonia di sapori. Poi è stata la volta di una tagliatella e salsiccia maneggiata con... una vellutata di zucca, un piatto nato dalla necessità di consumare la numerosa quantità di ortaggio che ha domostrato come fare di necessità virtù, ricavando da semplici ingredienti un abbinamento straordinario. In abbinamento è stato scelto un Kaid Sauvignon 2011, dalle piacevoli note tropicali e dalla lunga acidità. Per il secondo piatto, è stata addirittura scomodata la ricetta della bisnonna, la quale era solita marinare nel limone l'agnello, panarlo e infine cuocerlo al forno con le patate d'ordinanza. Ovviamente, neanche a dirlo, si trattava di un agnello allevato all'interno dell'azienda agricola, dal gusto deciso ma non invasivo, rinfrescato e reso più invitante dalle note agrumate del limone, ma soprattutto morbido e succulento. Sul piatto "forte" è quindi arrivato il festeggiato: il Kaid Riserva 2007, il quale ha mostrato la sua vigorìa, peraltro solo parzialmente espressa. Tra i sentori di un delicato legno, emergeva una leggera pruna poco cotta, per un totale di grande persistenza nel bicchiere. Vino, comunque da non bere subito: consiglio ai fortunati che entreranno in possesso di una di queste bottiglie, di dimostrare tanta pazienza e dimenticarla in cantina per qualche anno, massimizzerano sicuramente l'investimento ed il piacere di bere un grande Syrah. In chiusura, un piattino di prugne secche della casa con delle scaglie di cioccolato ed una salsa al Kaid, ha fatto un ottimo pendant con lo straordinario Kaid Vendemmia Tardiva, ancora un Syrah stavolta dalle note amarascate, solo leggermente abboccato, con una leggera spalla acida e ricco di speziature e profumi cangianti che lo hanno reso Re nell'abbinamento con le prugne, ma soprattutto col cioccolato.
Il ristorante non apre tutti i giorni, bensì solo per i gruppi, un vero peccato, ci si dovrà associare con amici e parenti per provare questi sapori e profumi. Conosco da molti anni Alessandro di Camporeale e ogni volta, assaggiando i suoi vini, mi rendo conto dei progressi che quest'azienda ha saputo costantemente compiere. Vero è che io sono particolarmente affezionato alla Vendemmia Tardiva, ma durante la serata ho assaggiato dei bianchi poco comuni, profumati e di carattere, come per esempio il Sauvignon, vino che io abbinerei con un bel fritto, un'arancina alla carne per esempio.
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