Fino a poco più di un anno fa, a Sant'Agata di Militello, mancava una struttura ricettiva di alta categoria in grado di attirare un turismo sempre più esigente. Oggi, l'offerta alberghiera della zona è stata colmata dalla volontà imprenditoriale di una famiglia di Messina, composta dai fratelli Giuseppe ed Elena Smidile, che hanno acquisito e ristrutturato un importante bene architettonico, ormai abbandonato dalla Curia locale, portandolo così a nuova vita. Palazzo Fortunato di via Peschiera a Sant'Agata ha subìto un complesso restyiling, in esso oggi predominano architettura e arredamento moderno e funzionale, con degli innesti antichi chiaramente provenienti dalla struttura originale, caratteristici sono infatti gli affreschi e le decorazioni, totalmente recuperati, presenti nella suite. In sostanza, un 4 stelle che mancava in quel territorio e che, grazie all'accoglienza dei fratelli Smidile, rappresenta oggi un'importante risorsa della ricettività di Sant'Agata. I prezzi, contrariamente a ciò che si possa pensare, nonostante la categoria ed i servizi, sono molto interessanti soprattutto rispetto ad alberghi analoghi o di categoria inferiore.
Di questo locale avevo sentito parlare bene, pertanto, armato di fotocamera e faretto, mi sono incamminato verso Alcara Li Fusi per redigere una dettagliata recensione che vi proponqo qui. Franco Agliolo nei suoi piatti, non applica tecniche di trasformazione complicate, tranne che per le particolari cotture a bassa temperatura e sottovuoto utilizzate in quasi tutte le carni pertanto, le materie prime, non sono mai stravolte, piuttosto egli gioca molto con gli abbinamenti tra sapori, proponendo al cliente una ricetta della tradizione locale o italiana in generale, vista però da un'angolatura che riassume il suo pensiero di quel particolare momento.
Transitando in prossimità del paese di Sinagra, come non approfittarne per incontrare Pippo Borrello che, insieme ai fratelli Franco e Graziella, sono i creatori di un importante punto di riferimento per la ristorazione agrituristica locale. A parte i riconoscimenti di guide e giornali, quello che poi alla fine conta è il gradimento del pubblico, che nel corso di tanti anni non è mai mancato, anzi, è andato sempre aumentando. Il merito va individuato prevalentemente nella qualità dei prodotti offerti, dal suino nero allevato in proprio ai salumi e formaggi prodotti all'interno dell'azienda agricola, cardini di un successo che non consente più margini di errore.
Sempre a Sinagra, è recentemente nato un liquorificio che presta molta cura alle materie prime utilizzate ed hai processi di produzione. Attilio e Rossana Faranda, rispettivamente padre e figlia, ci tengono a proporre un prodotto che lasci il segno nel palato dei propri clienti. Le loro etichette più richieste sono quelle dell'Agrumello, un sapiente mix di limoni, arance e manderini locali e del Nocciolino, preparato con le famose nocciole dei Nebrodi. Fanno parte dell'offerta anche il Myrtus, il Nocino, il Prugnolino tutti prodotti con i frutti del rigoglioso Parco dei Nebrodi, ma anche un innovativo liquore al cioccolato piacevolmente aromatizzato all'arancia.
Sarà un caso, ma a Sinagra, dopo la Birra Irias nel vicino paese di Torrenova, è recentemente sorto un altro birrificio che sta iniziando a far girare la testa a numerosi appassionati di birra artigianale, e non per l'alcol dei suoi prodotti. Inaugurato lo scorso 5 Luglio 2014 e subito presente alla mia MonrealeDOC il 6 e 7 dello stesso mese, hanno affiancato alla Eolo, prima loro etichetta bionda stile Pale Ale, anche una rossa American Pale Ale chiamata Polifemo, ed attualmente è fermentazione anche la Waizen Cerere.
Di Irias ormai ho detto di tutto e di più, ho già pubblicato parecchio materiale su di esso, ma lo cito perchè comunque rappresenta un'azienda di quel territorio che ha deciso di applicare la qualità, condita con un bel po' di originalità, ai suoi prodotti. E' ormai famosa la Indica, birra al ficodindia che mi fregio di avere tenuto a battesimo in un mio laboratorio a Roccapalumba, un paio di mesi prima che uscisse sul mercato, e dopo nei miei Abbirriamo, ma ci sono anche altre etichette, l'Ambra, l'Aura, la Nigra e la Rubra, tutte interessanti e per qualunque palato.
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