Antonio Piscitello, ingegnere progettista del settore automotive, a causa del suo lavoro è stato costretto a vivere per diversi anni nell'industriale Nord Italia, ma non si è mai dimenticato di Geraci Siculo, paese che gli ha dato i natali, infatti nel tentativo di realizzare qualcosa che potesse promuovere il grazioso borgo, insieme alla moglie palermitana Anna Callari, ha pensato di realizzare una ristorazione che valorizzasse il territorio non solo dal punto di vista del solito e ritrito chilometro zero, ma anche promuovendo alcune varietà di colture e pietanze della zona che non hanno mai avuto un ruolo importante nella cucina locale. A dimostrazione di ciò Antonio e Anna mi hanno portato l'esempio delle pere di cui in zona esistono più di 100 varietà, ma che all'esterno del territorio sono sempre rimaste sconosciute e scarsamente utilizzate all'interno, come ad esempio le "perine di San Giovanni", fruttini di pochi grammi senza nessun appeal commerciale, ma che se opportunamente trasformate sotto sciroppo, come preparate allo Yerax, possono aspirare ad assumere un'immagine ben diversa presso il consumatore.
Allo Yerax ci si siede e si mangia, aspettando con ansia il menu del giorno, anche Domenica 27 Agosto 2017 è stato così e quindi ecco cosa ho assaggiato con la mia solita dovizia di particolari. Arancinetta ai funghi con pesto di basilico e fonduta Il riso al dentissimo come raramente si può trovare in un'arancina, tra l'altro un semplice Arborio, era stato cotto insieme ai funghi a pezzetti, mentre il pesto era stato usato per decorare e profumare. La fonduta di olio, burro e parmigiano, creava uno specchio che rendeva più elegante la presentazione e inumidiva il boccone per un eccellente risultato. Caponata di mare E' facile dire "Caponata di mare", ma allo Yerax il mare non c'è, nelle giornate più limpide si vede solo in lontananza, ed allora bisognerà pur creare un ponte che unisca i due paesaggi. Piero Ciappa ha messo nel piatto un tipico pesce da "entroterra", cioè il baccalà infarinato e fritto, un prodotto ittico anticamente trasportabile in tutto il mondo grazie alla sua conservazione sotto sale, poi ci ha aggiunto un po' di sapore di quel mare per antonomasia costituito dal gambero rosso, completato dalla seppia e da un trancino di polpo, infine ha profumato tutto con i capperi, tipico prodotto delle coste marine per poi tornare sulla terra con dei pezzetti di broccolo bianco, infine ha operato uno dei più ruffiani espedienti applicabili ad una caponata: l'agrodolce sbilanciato sul dolce! Impossibile resistere ad uno dei migliori connubi mare-terra che mi siano mai capitati. Tris di antipasti Il piatto ne portava ben tre: "Roastbeef con una salsa a base di ricotta e yogurth, "Insalata di fagioli borlotti, sedano e baccalà fritto in pastella alla vinaigrette", "Mozzarella di bufala Albereto su letto di barbabietole" e ciuffetto di confettura di queste ultime. Però, non riuscendo a riscontrare una relazione tra di essi, personalmente li avrei serviti singolarmente, anche solo per conferire ad ognuno un maggior risalto. Risottino al ragù bianco Ovviamente, stavolta la cottura del riso era totalmente diversa da quello dell'arancina, in questo caso l'amido del chicco di Arborio era stata impiegato per effettuare la cosiddetta mantecatura al fine di ottenere il noto effetto risotto sul quale spiccava il tritato di manzo e maiale bagnato col vino. Cassatelli bieta e ricotta Con questa pasta ripiena chiamata "cassatelli", la cui sottilissima sfoglia è stata realizzata da Antonio Piscitello utilizzando un mix di semola più rimacino, due granulometrie vincenti per tenacità e sapore, si è raggiunto, senza nulla togliere al titolare della cucina realizzatore della farcia, un livello stellato. Unico neo, l'uso del parmigiano spolverato sopra, ma sappiamo bene che Ciappa proviene da esperienze internazionali, per cui gli possiamo tranquillamente concedere una deroga in merito, interpretandola anzi come un ulteriore tocco d'artista alla cucina dello Yerax. Concludendo, se è vero che la qualità di una pasta ripiena si giudica dallo spessore e considerando le "conturbanti" trasparenze di quest'ultima, allora i cassatelli che ho mangiato erano da due stelle Michelin! Vitellina al forno Con questo piatto, peraltro buonissimo in tutte le sue componenti, secondo me si è però consumato un attentato al buon senso della presentazione. Capisco che si può vole uscire fuori dai soliti canoni e andare incontro ai non amanti della carne occultandola completamente, ma io in questo caso rimango fortemente ancorato alle solite regole: infatti la vitellina era stata sommersa dalll'insalata, perdendo così la presentazione cromatica della brunoise che stava sotto e coprendo totalmente la carne. Un favore ai vegetariani? Neanche per sogno, un non amante della carne non l'avrebbe mangiata comunque. Pertanto auspico un ritorno dell'insalata sotto la carne e la spettacolare coloratissima brunoise rigorosamente sopra, la fettina sarà comunque coperta, ma i vegetariani mangeranno comunque in un altro locale, ed i clienti dello Yerax godranno di più con gli occhi, che mi permetto di ricordarvi sono il primo stadio del piacere della tavola. Però, parlando di carne mi è sorta spontanea una domanda, ma con la frollatura come la mettiamo? Fortunatamente Antonio era preparato a tale quesito e mi ha raccontato che la vitellina era rigorosamente locale da allevamento allo stato brado, con qualche buona probabilità di provenire proprio dalle stalle della famiglia Piscitello poichè conferita ad un consorzio di zona che poi la ridistribuisce, essa tra stazionamenti vari raggiunge pertanto la frollatura di almeno 15 giorni, si potrebbe aspirare di più, ma già questo è un ottimo risultato. Granita di pesca con macedonia Questo piatto andrebbe intitolato: "profumi profumi e profumi", per gli straordinari odori che ha sentito il mio naso, dalla vaniglia ai sentori tropicali all'agrumato. Provate anche voi a casa vostra a mettere insieme pesche, cantalupo e melone bianco con una spruzzatina di liquore all'arancia, dubito che si possa replicare lo stesso effetto soprattutto perchè granita, frutta e liquore erano "marca" Yerax! Unico appunto, io l'avrei servita in una coppa invece del bicchiere, giosto per dare maggior eleganza e meritata rilevanza alla composizione. Bicchierino di riso Venere con scorza di arancia e ciuffo di ricotta Appena ho visto questo dessert la mia mente è subito andata allo Chef Pietro Pupillo e non è stato un caso, infatti in seguito all'iniziativa di Castelbuono Scienza che ha portato il team del Progetto Diana-5 a Castelbuono (PA) per un vero e proprio corso di cucina salutistica dedicato ai ristoratori della zona, qualche cosa è rimasto "impigliato" tra le memorie di Anna Callari che ha riprodotto per il suo ristorante, con un minimo riadattamento, il dessert del Maestro Pietro Pupillo. Uno dei principali obiettivi del Diana-5 è mantenere basso l'indice e carico glicemico dei cibi e capirete da soli che farlo con i dessert è qualcosa di difficilissimo, solo due maestri come Salvatore Cappello e Pietro Pupillo, entrambi partner culinari del progetto, potevano raccogliere questa sfida e riuscire a creare un'intera linea di dolci salutistici con semplicità e superando in piacevolezza i corrispondenti convenzionali. Il pane viene prodotto presso il Panificio Sacco di Geraci con le farine provenienti dall'azienda agricola di papà Peppino Piscitello, sia con grani antichi che con grani duri. Infine, vengono serviti anche due tipi di grissini su ricetta Ciappa, variabili nella loro aromatizzazione, io li ho trovati al pomodoro e al pesto di rucola, sempre preparati da Sacco.
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