
Vai a: aggiornamenti, valutazioni, schede, indirizzi e riferimenti dell'articolo
Gaspare è figlio d'arte, come pochi ne sono rimasti a Palermo, la sua è la quarta generazione che si sporca le mani con la farina. Il primo della serie di pasticcieri di cui si ha notizia è stato il bisnonno materno, napoletano, poi la nonna che, una volta approdata a Palermo, continuò la tradizione del proprio padre, infine Giuseppe, figlio di questa ultima e papà di Gaspare. Conosciamo tutti però la ritrosia delle "nuove" generazioni a continuare il lavoro dei propri genitori; anche Gaspare inizialmente non si è sottratto a questa triste regola che ha causato danni incalcolabili alle nostre tradizioni gastronomiche e non. I tempi cambiano e forse i genitori non sono abbastanza bravi da trasmettere le loro passioni diventate lavoro, oppure i ragazzi d'oggi hanno acquisito un'autonomia che 30-40 anni fa non era pensabile, fatto sta che molte ricette tradizionali stanno addirittura scomparendo, spinte nel baratro dell'oblio da merendine e piatti già pronti, solo da scongelare. Nel mio piccolo, grazie alla luminosa idea dello Chef Giovanni Montemaggiore, ho iniziato una rubrica aperta a tutti che si pone l'obiettivo di raccogliere le ricette tipiche del territorio al fine di non far perdere tradizioni e ricordi gastronomici. Gaspare a 9 anni già faceva cornetti, imparando dal padre, unico suo maestro, i segreti della pasticceria tradizionale siciliana, ma non è mai stato pienamente soddisfatto di ciò. Crescendo non si è mai reso conto della visione parziale dell'arte pasticciera che aveva maturato fino a quel punto della sua vita, immagino quanti dubbi e crisi abbia potuto generare la cosa in lui. Nonostante la sua famiglia si sia trasferita dal 1993 al 1997 a Tarvisio, in Friuli, Gaspare non era affatto contento del proprio lavoro, poi la svolta, il guscio si rompe, nel 1995 Gaspare partecipa alla trasmissione RAI "Numeri Uno", lì conosce pasticcieri di altre regioni d'Italia e prende contatto con altri stili e tradizioni. Il pulcino dispiega le ali e comincia a seguire dei corsi e a lavorare in giro per l'Italia. Con occhi e orecchie spalancati, Gaspare assorbe e impara, da quel momento la pasticceria non è più solo quella che ha sempre conosciuto come tramandato dal padre, ma c'è molto altro da fare, da inventare, da sperimentare, si apre quindi al mondo del cioccolato trovando così la sua strada. A Gaspare bisogna riconoscere il merito, insieme a Salvatore Capello, di aver portato una ventata di cioccolato a Palermo, uova artigianali in primis, ma anche cioccolattini, che si è divertito a riempire con le farcie più varie: alla grappa di Nero d'Avola, al Parmigiano, alla Gaspare produce ottimi panettoni, ma a tale dolce si abbina anche una vera e propria scienza: quella della lievitazione. Molti non sanno che esiste una figura chiamata lievitista, un esperto del lievito che, da consulente esterno, trasferisce know-how al panettiere come al pasticciere. Gaspare ha seguito corsi presso affermati lievitisti ed usa solo lievito madre, con provenienza da yogurt, per i suoi panettoni e colombe. Di questa commistione di sacro e profano, tradizione e innovazione, nel locale di Gaspare ho visto entrambe le rappresentanze, mousse di ricotta al cioccolato e torta sacher in testa, questa ultima evidente testimonianza del suo periodo friulano, geograficamente vicino all'Austria. Cercando di fare un bilancio complessivo, di quanta tradizione sia presente nell'offerta delle sua pasticceria, sono arrivato ad una quantità complessiva di circa il 35-40%.
Ma conosciamo meglio l'uomo Martinez, lasciando momentaneamente la sua veste professionale di Maestro Cioccolatiere e Pasticciere. Infatti Gaspare è un appassinato di ballo caraibico ed è molto impegnato anche nel sociale, dove impegna qualcosa di molto prezioso: il suo tempo. Ma passiamo al momento che tutti voi stavate aspettando... le degustazioni effettuate a casa mia praticamente alla cieca, non mi è stato infatti detto quasi nulla sui dolci in questione ! Ho davanti a me un piccolo vassoio con alcuni cioccolatini e un bel buccellato rivisitato da Gaspare, espressione della sua "innovazione nella tradizione", tra l'altro, suo dolce preferito. Subito dopo aver aperto il vassoio coi cioccolatini ho sentito e subito riconosciuto il classico profumo del cacao sudamericano, morbido, vanigliato e acidulo, infatti si tratta di un blend di Dominicani al 72%, che Gaspare utilizza praticamente quasi per tutto, tranne che per i cioccolatini monovarietali dove è obbligatorio l'uso di un cru.
Infine, dulcis in fundo, anzi, "piccantis" in fundo, delle gocce di cioccolato al peperoncino, abbinamento, secondo me, ideale e sempre amato; la sapevano lunga gli Indios sudamericani che per primi hanno sposato cacao e peperoncino. Ed ecco che il Dominicano si fa riconoscere al meglio, l'acidità va a braccetto col piccante e sullo sfondo la vaniglia e l'ananas, delle fresche note agrumate che quasi uniscono tutto.
Addendum Martinez: più innovazione o più tradizione ?Inserito Lunedì 24 Dicembre 2018 22:35Aggiornato Lunedì 24 Dicembre 2018 22:37 ATTENZIONE: la Pasticceria Crystal, dopo la fondazione e la conduzione per tanti anni della famiglia Martinez, nel 2017 ha cambiato gestione.
Tags:
ATTENZIONE: l'attività di recensione è svolta a titolo completamente gratuito, la selezione delle aziende da recensire è effettuata tramite personale scoperta o anche su segnalazione di terzi e si pone l'obiettivo di far risaltare e promuovere coloro che si impegnano più di altri nell'offrire un prodotto alimentare genuino e/o salutare. Per salvaguardare questa indipendenza puoi contribuire seguendomi sui social o tramite Paypal. Valutazione CucinArtusi.it in "artusini":Schede e indirizzi utili:Tags:Tags: |