Il Birrificio Principe di Guarrato è nato recentemente grazie all'esperienza di homebrewer, come quasi sempre avviene in questi casi, di Peppe Sveglia, oggi poliedrico imprenditore della birra artigianale. Peppe proviene da esperienze attinenti l'ambiente brassicolo, ma anche molto distanti da esso, sicuramente lo hanno aiutato i suoi studi di enologia, poi però ha lavorato per diverso tempo in ambito aereoportuale, come direttore del vicino Aereoporto di Birgi, ed è stato anche socio di un'azienda di noleggio aeromobili. Recentemente, finalmente in pensione, ha però deciso di concretizzare la sua quindicennale esperienza di homebrewing, creando un birrificio espressione della sua personalissima idea. Le sue etichette, infatti, riportano la scritta Mastro 25 e sono ornate da un baffo, in esse tutto riporta al suo ideatore, il baffo, il mastro birraio e il 25, un numero ricorrente nella sua vita. Peppe non ama aromatizzare le birre, è un sostenitore del germanico "editto della purezza", antica legge che obbligava il mastro birraio ad utilizzare solo acqua, malto d'orzo, luppolo e lievito, tranne per un'etichetta che egli produce con il frumento, ingrediente siciliano per eccellenza, riadattando così il famoso editto ai colori della Sicilia, tra l'altro ben rappresentati nel logo delle sue bottiglie.
Weiss (La frumentosa) La Weiss aveva sentori odorosi freschi che a tratti ricordavano il grano con il quale era stata prodotta, andando su di temperatura si riusciva a percepire anche una leggera nota di caramello, probabilmente generata da una leggera caramellizzazione degli zuccheri avvenuta durante i processi di produzione. La Bionda Questa birra era già più sempliciotta da bere, ma era comunque caratterizzata da un profumo agrumato che probabilmente la rendeva molto più adatta ad essere bevuta a bassa temperatura. Ideale per gli amanti delle birre leggere e beverine, scorreva da sola! La Rossa Con La Rossa, è stato amore a prima vista, sarà perchè amo la carruba, ma questo è stato il primo profumo che ha pervaso il mio naso. Man mano che la temperatura si alzava ho percepito un'infinità di sfumature: note vinose, tostate, di cacao, di miele, mentre al palato si è dimostrata piena e leggermente tannica, niente male per una 5,2 gradi. La Mora La prima sensazione è stata quella dell'affumicato, sentore che non mi ha più lasciato, poi accompagnato dal cioccolato e da una leggera vinosità, Al palato, anche questa birra era abbastanza corposa, come gradazione seguiva la rossa, ma l'ho trovata abbastanza scontata però, secondo me, gli amanti dell'affumicato potrebbero impazzirci sopra.
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