La degustazione è iniziata con "una" Pioggia di luce 2021, un Grillo caratterizzato dal suo vegetale e frutta bianca e gialla; poi è toccato al Neofos 2021, un Sauvignon Blanc tropicale con tratti di pietra focaia, sapido e minerale; poi al Bacc'auri 2021, uno Chardonnay seguito dal Sofalè 2021, un Moscato con sentori di timo, basilico, erbe aromatiche varie, senza nessuna sensazione zuccherina. Nella serie dei bianchi, quello che mi ha sicuramente impressionato di più, è stato il Moscato, grazie ai suoi profumi e sapori originali, a tratti inconsueti I rossi hanno iniziato subito marcando il territorio, nonostante il vitigno alloctono, con il Kalpis 2017, un Cabernet Sauvignon ricco di ciliegia e marasca, peperone, pepe nero, mentolato, dai tannini non troppo aggressivi, comunque da affinare ancora per molto, infine la tagliata di Angus proposta dal locale ha visto in tandem il Manar Riserva 2016, un Nero d'Avola erbaceo di sottobosco su cui l'azienda ha puntato molto, anche se personalmente sono rimasto più colpito dal Cabernet. In entrambi i rossi, nonostante l'affinamento in barrique, il legno non era eccessivamente presente, garantendo così un buon equilibrio tra l'apporto della botte e quello della vigna. Tuttavia, nonostante le mie personalissime conclusioni, chi meglio di Mariella Ortoleva e di Luigi Salvo vi possono raccontare storie di famiglie e di vino? Infatti, eccovi qui di seguito un breve video con le loro interviste.
L'abbigliamento di Maurizio Artusi è a cura del Ricamificio La Nuvola di Palermo
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