L'evento è stato per me l'ovvio compendio ad un mio articolo risalente a circa un anno fa in cui ho raccontato il meritorio lavoro svolto da Daniele, ma non starò qui a tediarvi con l'elenco degli obiettivi previsti dal bando Por-Fesr, ne ho già parlato abbondantemente nell'articolo citato, piuttosto preferisco raccontarvi i vini che ho assaggiato e di come potrebbero cambiare il nostro modo di approcciare una bevanda ormai, secondo me, troppo omologata a stereotipi gustativi che sarebbe meglio abbattere e rinnovare se non si vuole causare in futuro una riduzione di consumi e di gradimento del consumatore, soprattutto di quello più evoluto. A questo punto, cari amici appassionati di vino, occorre una premessa, perdonatemi se sto per far entrare la birra artigianale nei santuari costituiti dai vostri bicchieri, ma le analogie, come vedrete, sono veramente molte e l'occasione troppo golosa per creare quell'osmosi di concetti che può solo rafforzare due bevande che devono camminare parallele nel periglioso mondo della qualità.
Capitolo 1 - Vini senza solfiti La soluzioni adottate per questo obiettivo sono principalmente riconducibili nell'isolare le fasi di lavorazione dall'ossigeno impiegando alcuni gas, la CO2 durante la pigiatura, l'argon nei tini e nelle tubazioni, l'azoto per colmare le bottiglie, ma anche di utilizzare dei lieviti che producano pochi solfiti, in modo da abbassare o annullare del tutto anche quella parte naturalmente contenuta nel vino. 1. Catarratto/Grillo 2015 - Solfti < di 10 mg/lt - Cantina Settesoli - (non ancora imbottigliato) 2. Nero d'Avola 2014 - Con solfiti - Cantina Nicosia 3. Nero d'Avola 2014 - Senza solfiti - Cantina Nicosia Capitolo 2 - Vini con maggior contenuto di glicerolo Questa ricerca è invece il regno della Candida, ma niente paura, non è quello che voi state pensando, bensì la Candida Zemplinina, un particolare lievito inoculato nella prima fase della fermentazione, poi continuata con i tradizionali ceppi di Saccaromices Cerevisiae. Aumentare il glicerolo in un vino consente di avere più corpo senza aumentare la gradazione alcolica, più concentrazione del prodotto e come vedremo più avanti, anche un impatto gustativo inconsueto e piacevole, vera rivelazione della degustazione. 4. Merlot 2014 - Fermentazione tradizionale - Cantina Primavera 5. Merlot 2014 - Fermentazione Candida Zen. - Cantina Primavera 6. Merlot 2014 - Fermentazione tradizionale - Cantina CVA 7. Merlot 2014 - Fermentazione Candida Zen. - Cantina CVA Capitolo 3 - Tannini non astringenti e vini più longevi I tannini eccessivamente pronunciati oppure poco arrotondati possono introdurre, anche in un buon vino, delle note sgradevoli, per attenuare questo effetto molto diffuso un'ambito della ricerca vitivinicola in oggetto ha cercato delle soluzioni per annullare o quanto meno diminuirlo. Inoltre, i tannini sono in gran parte responsabili della longevità di un vino, caratteristica importante nel caso di un rosso. Per ottenere il miglioramento di dette caratteristiche, l'attività svolta dall'IRVOS si è concentrata su una serie di tecniche di coltivazione in vigneto e di vinificazione in cantina, ma solo il tempo ci potrà dire se l'obiettivo longevità è stato raggiunto, intanto la degustazione ha fatto emergere come è possibile arrotondare e attenuare l'effetto allappante dei tannini impiegando ad esempio la micro ossigenazione, una tecnica già conosciuta che aumenta di molto le reazioni chimiche che già avvengono velocemente all'interno di una barrique, come in effetti dimostrato nei tre vini degustati per l'occasione. 8. Nero d'Avola 2014 - Affinamento in acciaio - Cantina Colomba Bianca 9. Nero d'Avola 2014 - Affinamento in tonneaux - Cantina Colomba Bianca 10. Nero d'Avola 2014 - Affinamento in barrique - Cantina Colomba Bianca Questo evento è servito a presentare al pubblico intervenuto i risultati di quelle ricerche che potrebbero darci un vino nuovo, anzi che ci hanno già dato, dimostrando come cambiando pochi parametri, ad esempio i lieviti, è possibile dare al prodotto finale un'appeal diverso, compiacendo il consumatore, ma senza alterare la genuinità e gli obiettivi principali di questo straordinario lavoro che è quello di trasformare l'uva in vino.
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