Che il trend di crescita di questa filosofia di vino sia in crescita è ormai sicuro, come d'altronde anche io affermo da tempo, il consumatore di oggi è sempre più alla ricerca di un prodotto diverso dal solito, soprattutto nel settore vinicolo, e il vino naturale garantisce un'accentuata variabilità non solo tra vitigni e tra territori, ma anche tra annate della stessa etichetta, ecco perchè secondo me gran parte del futuro del vino sta proprio in questo meccanismo che lo riporta indietro nel tempo, ma con le conoscenze di oggi che ci permettono, senza modificare e senza interferire (Do Not Modify, Do Not Interfere), di riprodurre l'impronta dell'ambiente e della materia prima da cui si è partiti. Purtroppo non ho potuto assistere al convegno di apertura che ha trattato proprio questi temi, ad esso si sono susseguiti una serie di altri incontri e degustazioni di grande rilievo presso la struttura del vicino Cre.Zi.Plus, sempre all'interno dei Cantieri Culturali, tuttavia secondo me, quest'anno la parte del leone l'hanno fatta i banchi di assaggio, a prima vista con molte più aziende provenienti da fuori Sicilia, quindi un panorama molto più completo e rappresentativo per il settore, ridotta invece la parte con l'agroalimentare siciliano, d'altronde ci sta se si considerando l'argomento principale della manifestazione. Non meno importanti sono stati i NOT OFF, con l'Osteria dei Vespri dei fratelli Rizzo ed ovviamente i locali Gagini Restaurant, Aja Mola, Buatta e Bocum di Good Company che insieme allo Studio Gagliardi hanno organizzato la kermesse, perchè il vino va bene assaggiarlo, ma prima o poi bisognerà pur abbinarlo al cibo.
In conclusione, manifestazione dal tema azzeccato e ben frequentata, tuttavia parlando con qualche visitatore, ho notato una scarsa conoscenza del prodotto in degustazione, insomma il wine lover tipo non sempre ha la percezione di cosa significhi con precisione "vino naturale", peraltro l'attuale legislazione non ci aiuta per niente, pertanto secondo me, accanto ai laboratori sensoriali di altissimo profilo e gli incontri con blasonatissimi ospiti, bisognerebbe battere di più su una divulgazione terra-terra, aperta anche ai neofiti del naturale e del vino in generale, il comparto è in crescita e proprio per questo la base di interessati va allargata spiegando bene il prodotto, formando bene quelli che sono e saranno i clienti delle enoteche e della ristorazione.
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