Tornando ai legumi, presso Pietranera sono stati selezionati il Cece Sarah e la Fava Dorenza, iscritte entrambi al registro nazionale delle varietà. Il Cece Sarah è caratterizzato da un miglioramento genetico che gli ha consentito di aumentare la sua produttività in campo, migliorandone la "qualità tecnologica", cioè le peculiarità intrinseche che gli permettono di essere preferito dall'industria di trasformazione, tutto ciò senza rinunciare alle caratteristiche organolettiche che il territorio siciliano conferisce a questo legume. Inoltre il Cece Sarah è mediamente resistente al fungo Ascochyta, ciò significa non essere attaccato da ben due ceppi su tre del parassita in questione, malattia particolarmente diffusa tra i ceci, rendendo la selezione di Pietranera particolarmente indicata nelle coltivazioni biologiche. Per quanto riguarda la Fava Dorenza, invece, la selezione operata ha ottenuto un'aumento della produttività rendendo l'altezza del baccello da suolo compatibile con la meccanizzazione della raccolta, potendo così utilizzare una comune trebbia o altri sistemi impiegati nelle colture del seminativo. Infine è stata selezionata anche una lenticchia, proveniente da materiale genetico di origine mediterranea, ma mai iscritta al registro nazionale. La granella delle due prime selezioni, cioè Cece Sarah e Fava Dorenza, è ovviamente disponibile per coloro che ne avessero bisogno a patto di prenotarle per tempo, ricordo a tutti gli interessati che questa attività di commercio dei semi si estende anche ai grani antichi siciliani di cui Pietranera dispone in buone quantità e varietà, ma soprattutto che sottopone ogni anno a "pulitura", costituendo così uno dei rarissimi fornitori affidabili di granella, nell'abusato mercato dei grani antichi. Questi sono i presupposti che hanno spinto Di Miceli a ideare e organizzare un concorso completo di introduzione nutrizionale presso i locali dell'agriturismo da lui diretto e situato nel territorio di Santo Stefano di Quisquina, coinvolgendo ristoranti e istituti alberghieri. Il previsto convegno è stato quindi incentrato sulle peculiarità nutrizionali dei legumi che insieme ai cereali costituiscono i pilastri della Dieta Mediterranea. Dopo l'esposizione delle caratteristiche agricole illustrate del Prof. Di Miceli è infatti intervenuta la Dott.ssa Giulia Accardi, nutrizionista collega di Di Miceli ma del Dipartimento di Biopatologia e Biotecnlogie Mediche.
Durante la trattazione di Accardi, è stato conseguenziale accennare anche alla Dieta Mediterranea, su un aspetto della quale ho focalizzato la mia personale attenzione, tuttavia suffragato da numerosi ambienti scientifici, ma raramente divulgato ai non addetti ai lavori, per tali motivi da me sposato e ripreso più volte in questo mio sito web.
I due ristoranti partecipanti erano costituiti dall'Agriturismo Feudo Pietranera, rappresentato dalle due cuoche Antonella Cacciatore e Rita Pullara e dall'Acquarius di Ignazio Puleo da Santo Stefano Quisquina (AG), mentre invece i due alberghieri erano l'IISS Luigi Pirandello di Bivona (AG) e l'IISS Calogero Amato Vetrano di Sciacca (AG) che però ha partecipato con ben 3 concorrenti appartenenti al corso serale.
Il primo a cimentarsi con i legumi è stato proprio l'Agriturismo Pietranera le cui cuoche Antonella e Rita hanno presentato un "Hamburger di lenticche su letto di crema di piselli" al quale è stato assegnato il premio per essere riuscite ad innovare la tradizione.
Poi è stata la volta del Ristorante Acquarius, Ignazio Puleo ha presentato dei "Tortelli con ripieno di ricotta e spinaci saltati con nero di seppia", un inedito abbinamento che ha vinto il premio per la migliore tecnica applicata al piatto.
Con L'Istituto Alberghiero di Bivona, si è aperta la carrellata delle scuole, il Prof. Alessandro Lauretta ha accompagnato i due concorrenti della 4a classe Giovanni Coniglio e Mariaconcetta Cacciatore, realizzatori delle "Quenelle di lenticche rosse, fave e ceci, su vellutata di piselli con tocchi di panelle e calamaro bellavista", che hanno ricevuto il premio per la migliore presentazione, personalmente mi ha colpito molto la tridimensionalità data al piatto e le cotture, sia delle quenelle, ma soprattutto del calamaro, con la sua consistenza morbida ed al contempo croccante, con un grande lavoro di padella considerando che era stato realizzato dal prodotto fresco, mai abbattuto o congelato.
E' stata Calogera Ciancimino dell'Istituto Alberghiero di Sciacca, accompagnata dal Prof. Stefano Marciante, però a vincere il premio del gusto con il piatto "Gnocchetti di patate e Timilia su macco di fave". Questa preparazione è la prova, qualora ce ne fosse bisogno, che bastano pochi ingredienti di qualità ben cucinati per catturare l'attenzione dei palati!
Angela Tortorici, invece, appartenente sempre allo stesso istituto e accompagnata sempre da Stefano Marciante, ha presentato un elegante piatto chiamato "Bocconcini di ceci con
Marianna Colletto, ancora dello stesso istituto e con lo stesso docente, ha scelto la strada più difficile in assoluto per presentare il suo elaborato, indirizzandosi al... dolce. Infatti è stato il suo dessert chiamato "Crespelle con crema di piselli e ricotta, crumble di fagioli e
Partecipante dell'ultimo momento è stata l'U.P.I., Unione Pizzaioli Italiani, rappresentata per l'occasione dal Coordinatore Regionale Stefano Catalano con i soci pizzaioli Giuseppe Colletto dell'Antico Forno di Raffadali (AG), Antonio Lupo de La Tana del Lupo di Agrigento, Giuseppe Cuffaro di Pizza Mania di Favara (AG). I tre professionisti dell'arte bianca hanno presentato due pizze cotte in teglia e una in pala, tutte realizzate con lo stesso impasto a base di farine bioogiche molite a pietra, comprendenti bianco madonita e farro, farcite però in modo diverso, in base alla personalità dell'autore e al territorio di provenienza. All'U.P.I. è andato il premio innovazione in pizza, infatti devo ammettere che nonostante le mie variegate esperienze gastronomiche sulle pizze condotte negli ultimi anni, non mi era mai capitato di trovare a menu una farcitura a base di legumi. Ottimo anche l'impasto maturato un paio di giorni, ovviamente un po' maltrattato dalla preparazione anticipata, ma ricco di interessanti profumi e sapori, secondo me sarebbe stato un ottimo pane pizza da sgranocchiare in... purezza, senza condimenti vari, al massimo con un filo d'olio extra vergine, si sa, io sono un sostenitore delle farciture equilibrate che non coprono gli ottimi impasti che oggi, sempre più spesso, scavando un po', si possono trovare sotto di essi. Infine, per concludere con il lavoro della giuria, ci tengo a precisare che tutte le valutazioni sono state condivise all'unanimità da ogni singolo giurato.
Foto M.Artusi, L.Caracausi, G.Accardi.
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