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Maurizio Artusi
Il Tabacco è tornato in SiciliaPDFStampaE-mail
Venerdì 07 Ottobre 2016 10:10
Scritto da Maurizio Artusi

TabaccoCerda 01Federico Marino e Giuseppe ScordatoDopo essermi occupato di frutta tropicale siciliana, qualora ce ne fosse ulteriormente bisogno, ecco un'altra prova a testimonianza che in Sicilia si può veramente coltivare di tutto, in questo caso il tabacco, ingrediente base per la produzione dei sigari. In verità quella del tabacco è una coltura non nuova sull'isola poichè era già praticata fino a 150 anni fa, poi con le vicissitudini a tutti ben note, unità d'Italia con conseguente annichilimento delle attività commerciali dell'isola, i contadini dell'epoca abbandonarono la coltivazione. Oggi è grazie a Federico Marino, dell'omonima tabaccheria palermitana, insieme a Giuseppe Scordato di Bagheria della Cooperativa La Campagnola, un amico conosciuto tramite relazioni di parentela, che il tabacco è tornato in Sicilia, attività iniziata l'anno scorso come test con ben 16 ettari di estensione poi ridotte a 6 di cui 4 di varietà Kentucky e 2 di Barley, lo scopo è quello di produrre il primo sigaro totalmente siciliano. E stato così che lo scorso 1 Ottobre 2016 ho avuto il privilegio di visitare la piantagione di tabacco di Federico e Giuseppe, recandomi a Cerda (PA), paese noto per le coltivazioni di carciofi e prossimamente speriamo anche per le... piantagioni di tabacco!

Arrivato a questo punto, sarà meglio illustrare alcune fasi della produzione, attività propedeutica a capire meglio anche il mondo dei sigari.

TabaccoCerda 02Uno scorcio dei 6 ettari di piantagioneLa pianta in questione è molto prolifica di semi, ma essi, essendo piccolissimi, vanno prima incapsulati, di questo trattamento si occupano alcune aziende canadesi verso il mese di Gennaio di ogni anno. In seguito, i semi vengono sistemati a germinare e di li a poco nascono le prime piantine, ma bisogna aspettare le prime 3 o 4 foglioline prima dell'immissione sul mercato, ciò avviene di solito verso Aprile/Maggio. Ed è proprio quello il periodo in cui esse vengono finalmente messe a dimora nei campi in cui rimarranno fino a Settembre/Ottobre, periodo in  cui viene eseguire il raccolto. Le foglie di tabacco sono molto larghe, la pianta è generosa e si adatta bene a diversi climi e terreni, una volta raccolte vengono, per comodità di lavorazione, cucite tra di loro tramite una macchina che esegue la "filzatura", formando così dei filari che vengono poi stesi al coperto. Durante questa importantissima fase avviene la fermentazione e l'essiccamento, più o meno guidate da condizioni di umidità e temperature specifiche. Infine, le foglie vengono selezionate e affidate alle mani della sigaraia di turno, prima di affrontare l'ultima fase relativa alla stagionatura, variabile in base alle caratteristiche che deve possedere il prodotto finito.

TabaccoCerda 03Foglie di tabacco già pronte per essere lavorateE' incredibile come l'attività di fermentazione sia importante in così tanti aspetti della vita dell'uomo, essa interviene nella trasformazione di pane, pizza, vino, birra e altri alimenti, ma parimenti anche nel tabacco in cui riesce creare profumi e sapori caratteristici. Approfondire l'aspetto microbiologico della fermentazione del tabacco penso potrebbe essere la nuova frontiera del fumo lento e di qualità, esattamente come si è fatto finora con gli alimenti, soprattutto con il vino in cui impiegare il solito Saccharomyces cerevisie oggi non è più un obbligo.

Federico Marino trasmette orgoglioso ed entusiasmo quando parla della piantagione, mentre Giuseppe Scordato la guarda con riverenza e amore, indubbiamente è lui che passa più tempo con le piante poichè segue da vicino l'aspetto agronomico, ma una cosa è certa, entrambi stanno creando qualcosa di unico utilizzando solo le proprie forze, qualcosa che farà parlare di se e della Sicilia, considerando le prime impressioni ricevute da esperti del settore che hanno già visitato la piantagione, come ad esempio Gabriele Zippilli, presente alla visita, impressioni che hanno lodato le particolari caratteristiche organolettiche delle foglie ancora grezze. Inoltre, considerando che in Sicilia è abbastanza facile coltivare in biologico, la piantagione di tabacco visitata è stata condotta senza l'uso di fitofarmaci di sintesi, anche se non è mai stato richiesta la certificazione bio.

TabaccoCerda 04Federico Marino, sigaraio improvvisatoIo stesso ho provato una fumatina "cruda" grazie ad un sigaro "avvoltomi" in modo empirico e veloce da Federico, in cui ho ritrovato al massimo quella parte erbacea dei sigari che in un prodotto finito è ormai molto ridotta. I profumi del tabacco grezzo si potevano sentire già entrando nella stalla adibita a magazzino, erano di the verde, camomilla e vaniglia, ma durante la fumata si sono sprigionati sapori insospettabili sotto una leggera affumicatura sono apparsi quelli che richiamavano vari sapori erbacei, ma anche more e altri frutti di bosco. In tarda mattinata non è mancata anche la mano esperta della sigaraia Mihaela, moglie di Zippilli, che ci ha dimostrato come "avvolgere" un sigaro italiano, oggetto del video da me pubblicato qui di seguito.

TabaccoCerda 05R.Ibarra, S.Fazio, G.Zippilli e F.MarinoLa visita a cui ho partecipato, era stata inserita in una più ampia manifestazione organizzata dal gruppo Aficionados Cigar Club con la collaborazione di altri gruppi siciliani ed è stata una buona occasione per invitare importanti ospiti come il già citato Gabriele Zippilli di CTS, Compagnia Toscana Sigari, coltivatore e autore del Mastro Tornabuoni, nonchè da Simone El Zap Fazio, ideatore e autore di Cigar Blog... Sigari e Dintorni , importante sito web italiano dedicato al fumo lento ed infine, ospite d'onore, Robert Ibarra, della Tabacalera Ibarra & Hijos, produttore dominicano di origini cubane in tour in Italia in procinto di entrare nel nostro mercato.

Nel pomeriggio, presso la Scogliera Azzurra di Isola Delle Femmine (PA), borgata marinara alle porte di Palermo, gli incontri si sono evoluti con le fumate di un Mastro Tornabuoni e di un Torpedo Don Ibarra, ma questa è un'altra storia che leggerete nel mio prossimo articolo, oppure qui dalla parole di Simone El Zap Fazio.



 



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