
Vai a: aggiornamenti, valutazioni, schede, indirizzi e riferimenti dell'articolo ![]() A parer mio, nel panorama vitivinicolo italiano attuale, il Trentino-Alto Adige è la regione che più somiglia alla Sicilia: entrambe possiedono una forte caratterizzazione dei vini da parte del territorio, ed entrambe hanno un certo dinamismo enologico che ormai non si riscontra più nelle cantine piemontesi o toscane, adagiate ormai sui loro super vini, inoltre, coi suoi bianchi eccellenti e particolari, completa i generosi rossi siciliani. In base a questi miei ragionamenti, non potevo lasciarmi scappare l'occasione di approfondire almeno la provincia di Trento, in tour a Villa Igiea lo scorso 29 Marzo.
Grazie alla cordiale accoglienza del responsabile promozioni produzioni di Trentino SpA, Paolo Benatti, e la sua collaboratrice addetta al marketing, Sabrina Schenk, ho avuto la possibilità, in tarda mattinata durante la presentazione della manifestazione ai giornalisti, di degustare con calma, nel fantastico scenario creato dalla terrazza dell'Hotel Villa Igiea, i migliori formaggi della provincia di Trento, annaffiati poi con vere chicche a base di fini bollicine.
I formaggi e i salumi
Casolét: è un formaggio a pasta molle, ricorda vagamente la fontina, grasso e gustoso, ma molto fresco a causa della sua breve stagionatura di circa 1 mese;Puzzone di Moena: il mio preferito, ancora un formaggio a pasta molle, qui la similitudine con la fontina è più marcata, ma il profumo e il sapore sono molto più pungenti, da ciò prende infatti il nome la stagionatura sembra più avanzata, sicuramente un 2 mesi; essendo Presidio
Slow Food, viene prodotto con latte crudo, di qualità migliore è quello prodotto con latte di malga. Spressa delle giudicarie: ecco il primo dei formaggi a pasta semidura con media stagionatura, intorno ai 6 mesi, prodotto con latte crudo scremato, è morbido e deciso, si fregia della
DOP.Vezzena: altro formaggio a pasta semidura, dal gusto un pò più deciso e con delle micro bolle di fermentazione, anch'esso prodotto con latte crudo è Presidio Slow Food.
Trentingrana: infine un altro mio grande preferito che già conoscevo, insieme a quello di Lodi, forse l'unico grana degno di questo nome, rispetto al suo omologo padano, viene prodotto con un disciplinare più rigido; il segreto è la selezione del latte, rigorosamente crudo al massimo termizzato, viene commercializzato dopo almeno 18 mesi di stagionatura, tipicamente 24. Nonostante la stagionatura prolungata, nella forma in degustazione, si distingueva ancora il profumo del pascolo.
Lucanica trentina: salame di breve stagionatura, circa 3 mesi, molto gustoso, dal forte sapore di aglio e delicate note di rosmarino, ricorda subito alcuni salami tipici siciliani. Purtroppo mancava la Mortandella della Val di Non, la Carne salada e la Ciuìga del Banale.
I vini
Le bollicine offerte con tali prelibatezze della terra trentina, erano tutte all'altezza della situazione: Letrari 2004, Rotari 2002, Mach 2005, Zeni Riserva 2004, Methius 1988. Tutti gli spumanti erano dei metodo classico e si fregiavano della Trento DOC. La prima cosa che salta alla "bocca" nei vini bianchi trentini, e in parte anche in quelli rossi, è il forte legame che essi hanno con la tipologia di terreno che alimenta le vigne; ciò si traduce in una fresca, spesso spiccata, acidità, grande mineralità e di frequente una discreta sapidità. La seconda cosa che invece salta all'occhio, è la facilità di trovare bianchi longevi, che si "nutrano di bottiglia", senza temere affatto l'inesorabile trascorrere del tempo, anzi, avvantaggiandosene.
Nel tardo pomeriggio, sono iniziate le degustazioni libere con le ben 30 cantine e 10 distillerie partecipanti al tour, contemporaneamente ai tre seminari guidati ospitati nella Sala Basile, i quali si sono poi protratti fino alle ore 23. Tra i tavoli delle aziende espositrici, sono riuscito a degustare solo poche etichette, a causa della confusione e del poco tempo disponibile tra un seminario e l'altro. In particolare, mi ha colpito il Vino Santo di uve Nosiola, DOC del Lago di Garda, che grazie al clima temperato della zona, riesce a maturare profumi di tipo mediterraneo. Steso sui graticci anche fino ai sei mesi, portatore di muffa nobile, genera un vino dolce, ma mai stucchevole, profondo e strutturato. Durante questa degustazione, mi è persino capitato, di confrontare il Francesco Poli 2000 e il Giovanni Poli 2003, due prodotti straordinari. I seminari
Trentino Wine: una vera full immersion nella provincia di Trento, ricolma di profumi e sapori genuini; la qualità ha regnato sovrana durante tutta la manifestazione, un'esperienza sicuramente da rifare per colmare tutte le degustazioni saltate e magari per approfondire gli oli della DOP Lago di Garda.
Bibliografia e riferimenti: Trentino SpA: www.trentinospa.info
Tutte le foto della manifestazione
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